Il fotovoltaico del futuro: nuovi materiali, più efficienza e la ricerca di maggiore sostenibilità.

Il fotovoltaico del futuro

Le novità tecnologiche del fotovoltaico sviluppate, o che promettono sviluppi nel prossimo futuro, sono molte. Il recente report dell’International Energy Agency (IEA), denominato “Renewables 2023”, ha messo in evidenza il peso del solare che, sulla quantità totale di capacità energetica record dello scorso anno (aumentata del 50% rispetto al 2022), raggiunge i tre quarti della produzione totale da rinnovabili. Tuttavia, come la stessa IEA ha evidenziato, è necessaria un’ulteriore crescita del solare e delle altre fonti rinnovabili per mitigare l’impatto delle emissioni globali di gas serra. Il fotovoltaico infatti deve crescere del 25% circa ogni anno con un obiettivo di 75 TW di installazioni globali entro il 2050. Quindi, occorre far spazio non solo alle tecnologie consolidate, ma sviluppare soluzioni più performanti, meglio adattabili alle singole esigenze, recuperabili o smaltibili a fine vita. Quali sono le nuove tecnologie del fotovoltaico? Nel panorama odierno, le tecnologie del fotovoltaico prevalenti sono quelle al silicio, ma la ricerca non si ferma e, per far fronte alle complesse esigenze future, si stanno già studiando nuovi materiali e tecnologie che consentono maggior efficienza, oltre ad un’attenzione particolare alla sostenibilità. Il silicio: i pannelli in silicio bifacciale Una tecnologia consolidata è il silicio bifacciale, che è cresciuto nei sistemi fotovoltaici commerciali perché garantisce prestazioni più elevate rispetto alla tecnologia fotovoltaica monofacciale convenzionale. Questi pannelli a silicio bifacciale riescono a generare energia da entrambi i lati della cella fotovoltaica, aumentando la produzione di energia rispetto a un modulo fotovoltaico standard.  Sono infatti realizzati con un numero standard di celle ad alta potenza, ma accoppiate ad un supporto isolante trasparente, fatto in vetro temperato o in polimeri su cui vengono appoggiate le celle fotovoltaiche, che le rende facilmente attraversabili dalla luce.  Ciò permette di catturare la luce riflessa sulla parte posteriore e garantire un incremento di produzione che può oscillare tra il 10 e il 25% in più rispetto a un modulo monofacciale. Si ritiene che questa sarà la tecnologia maggiormente protagonista nel futuro: secondo diversi studi, infatti, fra una decina di anni le celle bifacciali costituiranno il 90% degli impianti fotovoltaici al silicio. Altre tecnologie che utilizzano il silicio Sempre riguardo al silicio, segnaliamo anche il silicio nanostrutturato (detto anche silicio nero), come alternativa promettente per ridurre al minimo le perdite ottiche nelle applicazioni fotovoltaiche, e il fotovoltaico a film sottile. Questa tipologia di materiale, a livello di principio fotoelettrico, non è differente da quella al silicio cristallino, ma è meno sensibile al cambio di temperatura e rende di più quando esposta a temperature elevate, come il caso di impianti in zone con forte irraggiamento solare. Le celle a film sottile sono ideali per le tegole e sono un’ottima soluzione per installazioni sui tetti di abitazioni ed edifici in zone sottoposte a vincoli paesaggistici, dato che appaiono quasi identiche alle tegole piatte tradizionali. Un impiego certamente interessante dei pannelli a film sottile sono i vetri solari (vetri con pannelli a film sottile) che consentono un buon grado di trasparenza e permettono di ottenere elettricità da ampie superfici vetrate, come nel caso dei grandi palazzi moderni. Nuovi materiali alternativi Un materiale oggetto di studio è la perovskite. Sebbene non siano ancora state commercializzati pannelli con questa tecnologia, gli esperti sono ottimisti che il loro sviluppo, anche in abbinamento ad altri materiali, avverrà in tempi rapidi. Le perovskiti sono infatti una famiglia di materiali, utilizzabili al posto del silicio, che hanno il potenziale per realizzare celle solari a film sottile altamente efficienti con costi di produzione molto bassi. Altra tecnologia promettente, seppure ancora relegata al laboratorio, è il fotovoltaico organico, su cui i progressi hanno dimostrato un’efficienza di conversione in energia che ha raggiunto quasi il 20%. A differenza delle celle solari cristalline tradizionali che utilizzano il silicio come assorbitore, quelle organiche utilizzano un polimero o una piccola cellula molecolare a base di carbonio. Ciò consente la creazione di una soluzione estremamente leggera, flessibile e sottilmente filmata. Con questa struttura, le celle fotovoltaiche organiche sono molto più durevoli rispetto alle celle solari tradizionali. In ultimo citiamo le celle solari sensibilizzate con coloranti (DSSC), dette anche celle di Graetzel, perché di significativo interesse grazie alla loro economicità e al potenziale di elevate efficienze di conversione. Queste celle sono costituite da multistrati di materiali che permettono l’assorbimento dei fotoni e la loro trasformazione in energia elettrica. Cuore del sistema è uno strato di semiconduttore inorganico che presenta la duplice funzione di ricevitore degli elettroni ad alta energia, generati dal colorante organico in seguito all’assorbimento di fotoni, e di supporto. Quale sostenibilità del fotovoltaico futuro? Per valutare i vantaggi o identificare i potenziali problemi del solare fotovoltaico è necessario considerare tutte le fasi del settore fotovoltaico, dall’estrazione delle materie prime alla fine del ciclo di vita. Con il rapido aumento previsto di nuove installazioni fotovoltaiche e lo smantellamento dei moduli più vecchi nel prossimo decennio, gli sforzi di ricerca e sviluppo devono ridurre al minimo l’impatto ambientale della produzione fotovoltaica, pianificare il riciclaggio del fotovoltaico e la gestione dei rifiuti a livello globale. Nell’ultimo decennio, la filiera di fornitura globale del fotovoltaico si è spostata in Cina, che rappresenta oltre l’80% della produzione mondiale. Nella gestione del fine vita del fotovoltaico, però, le norme più stringenti per lo smaltimento dei rifiuti da fotovoltaico sono in Europa e in alcuni stati USA. Si renderebbero quindi necessari ulteriori sforzi a livello globale per garantire che i rifiuti fotovoltaici vengano riciclati e che gli impatti ambientali siano ridotti al minimo, se lo smaltimento in discarica dovesse essere l’unica opzione. Ecco, quindi, che combinare i principi dell’economia circolare al fotovoltaico è un obiettivo primario per la sostenibilità a lungo termine. Per approfondire il tema dello smaltimento e del riciclo dei pannelli, rinviamo al nostro articolo “Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici e riciclo: da rifiuto a risorsa”.

Chi ci ha scelto
Domande Frequenti (FAQ)

Abbiamo raccolto le risposte alle domande più frequenti sui nostri servizi, per aiutarti a conoscere meglio il nostro approccio e le soluzioni che offriamo.

Chi è SIME e da quanti anni opera nel settore?

SIME Srl è un’azienda con sede a Busto Arsizio (VA) specializzata in impiantistica elettrica industriale, commerciale e del terziario. Costituita nel 1975, da più di 50 anni progetta, installa e gestisce impianti elettrici, fotovoltaici e di building automation per industrie e realtà del terziario-commerciale.

Dove si trova SIME e come posso contattarvi?

La sede si trova in Via Arona 2, 21052 Busto Arsizio (VA). Potete contattarci telefonicamente allo 0331 624353 oppure allo 0331 679275, via e-mail all’indirizzo sime@sime.va.it, o compilando il modulo presente nella pagina Contatti del sito.

Quali servizi offre SIME?
In quali settori operate e per quali clienti avete lavorato?

Lavoriamo principalmente con realtà industriali, commerciali e del terziario: manifatturiero, sanità, hôtellerie e chimico-farmaceutico. Tra i clienti che ci hanno scelto figurano, tra gli altri, Leonardo SpA, Humanitas Medical Care SpA, Lamberti SpA, RETI SpA, Industriale Chimica Srl e Hotel Principe di Savoia, per un totale di oltre 70 aziende servite.

Cosa comprende il servizio di progettazione e installazione di impianti elettrici?

Il servizio riguarda impianti di bassa e media tensione, cabine di trasformazione, quadri di distribuzione e automazione, impianti di rifasamento, protezione contro le scariche atmosferiche e impianti per ambienti a rischio di esplosione (ATEX). Ogni impianto viene progettato su misura, realizzato nel rispetto delle normative vigenti e pensato per essere flessibile e scalabile nel tempo.

Cosa sono gli impianti ATEX e quando servono?

Gli impianti ATEX sono impianti elettrici progettati per essere installati in ambienti con pericolo di esplosione, ad esempio in presenza di polveri, gas o vapori infiammabili. SIME realizza questi impianti nel rispetto delle normative di sicurezza specifiche, garantendo protezione sia per le persone sia per gli asset aziendali.

SIME è certificata? Che garanzie di qualità offrite?

Sì, SIME è certificata ISO 9001 dal 2001. Questo significa che ogni fase del nostro lavoro, dalla progettazione all’assistenza post-installazione, segue processi controllati e orientati al miglioramento continuo, alla sicurezza e alla soddisfazione del cliente.

Quali certificazioni hanno conseguito i lavoratori di SIME e a cosa si riferiscono?

Nel settore degli impianti elettrici la formazione è una condizione permanente del lavoro, anche perché la normativa tecnica cambia molto frequentemente. Per questo, nel 2026 SIME ha investito in modo significativo sulla formazione del proprio personale, coinvolgendo 37 lavoratori sui 43 in organico in percorsi di aggiornamento su otto aree tematiche diverse. Di seguito il riepilogo dei corsi erogati nell’anno:

Tipologia di corsoAddetti coinvolti
PES–PAV–PEI (CEI 11-27:2025)33
Lavori in quota e DPI di 3ª categoria22
Aggiornamento Preposti18
Addetto emergenza antincendio (rischio medio)16
Addetto primo soccorso8
Formazione sulla sicurezza generale e specifica (rischio alto)5
Corso Manutentore IRAI (Impianti di Rivelazione e Allarme Incendio)2
PLE (piattaforme di lavoro elevabili) mobili e statiche4
Totale corsi/aggiornamenti erogati108

N.B. Il numero complessivo dei corsi (108) è superiore ai lavoratori coinvolti (37) perché molti di loro hanno seguito più di un percorso formativo nel corso dell’anno.

Investire costantemente nella formazione è per SIME parte integrante della cultura della sicurezza e della qualità del lavoro svolto sugli impianti dei clienti.

Quali vantaggi offre un impianto fotovoltaico realizzato da SIME?

I nostri impianti fotovoltaici sono soluzioni chiavi in mano, scalabili e personalizzabili, pronti per integrarsi con sistemi di accumulo. I vantaggi principali sono l’assenza di emissioni inquinanti, il risparmio di combustibili fossili, l’alta affidabilità, la modularità e la possibilità di ampliamento futuro, oltre alla riduzione dei costi di esercizio e manutenzione.

Quanto dura nel tempo un impianto fotovoltaico e quanta manutenzione richiede?

Un impianto fotovoltaico ben progettato mantiene fino all’80% della propria capacità produttiva anche dopo 25 anni di utilizzo. Grazie al monitoraggio continuo tramite strumenti avanzati di Building Automation, i costi di esercizio e manutenzione restano contenuti nel tempo, e il nostro servizio di assistenza garantisce supporto tecnico dedicato per tutta la vita dell’impianto.

Cosa si intende per building automation e domotica per edifici commerciali e industriali?

Si tratta dell’integrazione di impianti elettrici, reti dati e dispositivi di controllo in un unico sistema che dialoga in modo intelligente con tutti gli impianti dell’edificio. Questo consente di gestire in modo centralizzato illuminazione, climatizzazione, sicurezza e consumi energetici, anche da remoto, migliorando comfort, efficienza e sicurezza.

Quali funzioni possono essere gestite con un sistema di building automation SIME?

I nostri sistemi possono gestire illuminazione intelligente, ventilazione e condizionamento, rete dati, rilevazione dei consumi energetici, automazione delle aperture, controllo accessi, rivelazione incendio, videocontrollo e diffusione sonora, con soluzioni pronte a evolvere nel tempo con nuove funzioni e tecnologie.

Cosa sono i sistemi di accumulo a batteria e che ruolo hanno nella transizione energetica?

I sistemi di accumulo a batteria permettono di immagazzinare l’energia prodotta, ad esempio da un impianto fotovoltaico, per utilizzarla quando serve, riducendo la dipendenza dalla rete e aumentando l’autoconsumo. Si tratta di una delle tecnologie chiave della transizione energetica, di cui parliamo anche negli approfondimenti pubblicati nella sezione News, dove raccontiamo ad esempio gli ultimi traguardi internazionali come i 12,3 GW di potenza rinnovabile raggiunti in California nel marzo 2026, grazie proprio allo storage.

Come posso richiedere un preventivo o un sopralluogo?

Potete richiedere un preventivo o un sopralluogo tecnico contattandoci telefonicamente allo 0331 624353, scrivendo a sime@sime.va.it oppure compilando il modulo nella pagina Contatti del sito, indicando le vostre esigenze: il nostro team vi ricontatterà per valutare insieme la soluzione più adatta.

State cercando personale? Come posso candidarmi per lavorare in SIME?

Sì, SIME è sempre alla ricerca di professionisti qualificati (ad esempio elettricisti senior e junior, progettisti e disegnatori elettrici) e accoglie con piacere anche candidature spontanee. Per candidarsi è sufficiente inviare il proprio curriculum a sime@sime.va.it, indicando la posizione di interesse: per noi le persone sono la vera forza dell’azienda.

Chi scegliamo

La soddisfazione dei nostri clienti guida ogni scelta: collaboriamo solo con fornitori qualificati, per garantire componenti affidabili e standard di qualità elevati.

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Impiantistica elettrica industriale e commerciale.
Dal 1975 operiamo nei settori industriale, commerciale e del terziario, progettando impianti su misura in base alle specifiche esigenze di ogni contesto.

Info

Via Arona 2, 21052 Busto Arsizio (VA)

Tel. +39 0331 624353

Tel. +39 0331 679275

Fax. +39 0331 629018

E-mail: sime@sime.va.it

Pubblicità contributi pubblici: in riferimento all’art. 1, comma 125-bis, legge n. 124/2017 si segnala che la società S.I.M.E. SRL ha ricevuto, nel corso dell’esercizio 2020 aiuti di stato di cui all’art. 52, legge n. 234/2012 oggetto di obbligo di pubblicazione nel registro nazionale aiuti di stato e sono indicati nella sezione trasparenza a cui si rinvia.
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