Decreto legislativo fonti rinnovabili 257/2016: Ecco qualche novità per il settore.
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Decreto legislativo fonti rinnovabili 257/2016: Ecco qualche novità per il settore.

La normativa sulle energie rinnovabili viene implementata secondo nuove indicazioni. Novità anche per biocarburanti, normativa sul fotovoltaico e combustibili sintetici.

energie rinnovabili

Il 14 gennaio 2017 è entrato in vigore Il Decreto Legislativo n. 257 del 16 dicembre 2016 – disciplina di attuazione della direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio – allo scopo di:

  • frenare la dipendenza dalle importazioni di petrolio;
  • raggiungere gli obiettivi imposti dall’ Unione Europea in tema di riduzione delle emissioni di CO2 per mitigare l’effetto serra;
  • guidare il passaggio a fonti energetiche interne e rinnovabili.

Il decreto stabilisce i requisiti minimi per “la costruzione di infrastrutture per i combustibili alternativi, inclusi i punti di ricarica per i veicoli elettrici e i punti di rifornimento di gas naturale liquefatto (GNL) e compresso (GNC), idrogeno e gas di petrolio liquefatto” da attuarsi mediante il Quadro Strategico Nazionale che prevede:

  • una valutazione dello stato attuale e degli sviluppi futuri del mercato dei combustibili alternativi nel settore dei trasporti, previsti entro il 2020, 2025, 2030;
  • gli obiettivi nazionali per la realizzazione delle infrastrutture per la fornitura dei combustibili alternativi, nei differenti modi di trasporto (strada, ferrovia, vie navigabili e trasporto aereo);
  • la valutazione della necessità di installare punti di rifornimento per il gas naturale liquefatto nei porti;
  • la valutazione della necessità di installare sistemi di fornitura di elettricità negli aeroporti per l’utilizzo da parte degli aerei in stazionamento.

Il decreto definisce i combustibili alternativi come:

“combustibili o fonti di energia che fungono, almeno in parte, da sostituti delle fonti fossili di petrolio nella fornitura di energia per il trasporto e che possono contribuire alla sua decarbonizzazione e migliorare le prestazioni ambientali del settore trasporti”,

e comprendono:

  1. elettricità
  2. idrogeno
  3. biocarburanti (carburanti liquidi o gassosi per i trasporti ricavati dalla biomassa)
  4. combustibili sintetici e paraffinici
  5. gas naturale in forma gassosa e liquefatta, compreso il biometano
  6. gas di petrolio liquefatto (GPL).

L’Italia presenta un livello di dipendenza energetica tra i più elevati a livello europeo. Basti pensare che più del 95% dell’idrogeno viene prodotto da fonti fossili.

Occorre quindi porsi obiettivi di riduzione dei consumi energetici da combustibili fossili, di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e di miglioramento della qualità dell’ambiente.

La produzione di idrogeno da energia elettrica rappresenta una valida opzione per aumentare la capacità del sistema energetico, consentendo l’integrazione di elevate quote di fonti rinnovabili (impianto fotovoltaico, impianto eolico) e la riduzione delle emissioni di CO2.

Alcuni aeroporti, ad esempio, prevedono di realizzare entro il 2020 interventi riguardanti l’installazione di impianti fotovoltaici per l’uso da parte degli aerei in stazionamento, in modo da ridurre al minimo il consumo di carburante, le emissioni acustiche e di CO2.

Ugualmente, l’elettrificazione delle banchine portuali garantirebbe risultati analoghi con conseguenti benefici per le popolazioni costiere.

Anche il trasporto su strada è causa di grandi emissioni. Si rende pertanto necessario il passaggio a sistemi più efficienti, come il trasporto di passeggeri e merci su rotaia.

In alternativa occorrerebbe:

  • aumentare la quota di uso diretto di energia elettrica in veicoli elettrici
  • aumentare in modo significativo la quota di biocarburanti sostenibili (biometano)
  • utilizzare veicoli elettrici alimentati da idrogeno prodotto a basso tenore di carbonio.

Oltre che per i benefici ambientali, il passaggio alle fonti rinnovabili, con i relativi investimenti nelle infrastrutture, potrà avere un impatto positivo sul PIL nazionale ed europeo, sull’efficientamento dei mezzi di trasporto e sul mercato del lavoro.

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